E’ il mio settimo anno di permanenza in questa frazione che, nonostante la sua cattiva fama, offre a noi insegnanti un ospitale soggiorno. Non possiamo disconoscere che la zona “casermone” ci porta elementi difficili, caratteriali, abbandonati a se stessi, ma con un po’ di pazienza e di comprensione riusciamo ad inserirli nella classe, nella quasi totalità dei casi.
L’ambiente mi è noto; in questi anni ho potuto conoscerlo a fondo; la conoscenza atavica che potevo averne (in quanto la mia nonna materna era proprio di Avane e quindi ho frequentato il paese fin da piccola), mi ha facilitato in questo compito.
Si sono verificate in questi ultimi anni molte immigrazioni e ciò hanno portato fattori ambientali diversi da quelli esistenti.
In alcuni casi i nuovi nuclei familiari non sono riusciti ad inserirsi nella vita del paese e i vecchi abitanti guardano con malcelata diffidenza i nuovi.
E’ venuta perciò a crearsi una frattura evidente dell’unità ambientale e questo, purtroppo, costituisce un fatto negativo per tutti.
Sul piano economico le famiglie godono in massima parte di un sufficiente benessere, in quanto ognuno lavora e fa fronte ai propri impegni come meglio può.
Ed è appunto l’impegno lavorativo dei grandi che lascia senza guida i piccoli, per cui la scuola deve assai spesso sostituirsi alla famiglia per fornire guida e consiglio.
La mia classe è una terza di quattordici scolari, nove maschi e cinque femmine.
Dai primi colloqui ho potuto farmi un’idea degli elementi che la compongono; dei maschi, uno solo mi sembra veramente attivo, intelligente e volenteroso; il ripetente, per la salute delicata e per un’innata indolenza, non conclude niente, resta assente in continuazione, ha idee molto fantasiose e non realizza; due sono infantili, uno troppo movimentato distratto, l’ultimo è ancora indecifrabile.
Le femmine, se si toglie l’unica leggermente superiore intellettivamente, sono tutte sul medesimo piano psichico con quozienti intellettivi normali.
E’ stata e sarà mia prima attenta preoccupazione rilevare nella mia scarsa scolaresca ogni singola individualità per agire poi profondamente e particolarmente su ciascun componente.
L’insegnamento individualizzato è uno dei mezzi più validi per sfruttare al massimo quei valori che ciascun bambino porta dentro. Cercherò di adeguare il mio insegnamento all’effettiva possibilità di ciascuno, alla propria sensibilità, alla sua levatura mentale; tutti dovranno essere impegnati in modo che nessuno si senta frustrato, isolato, fuori dall’atmosfera scolastica.
Questo è l’anno in cui i ragazzi dovrebbero avere raggiunto una maggiore maturità e quindi essere più riflessivi; più interessati alla ricerca per ampliare le loro conoscenze e dovranno prendere coscienza completa di quanto hanno imparato nel primo ciclo.
L’ambiente sarà il punto di partenza; esso mi fornirà gradualmente molteplici occasioni di interesse.
Le esperienze personali e collettive, vissute in famiglia o nella scuola, hanno già formato nei ragazzi di questa età una sfera psicologica sufficientemente vasta e articolata in dimensioni spaziali e temporali da permettere l’inserimento di argomenti più complessi. Tutti quanti gli interessi, svolti secondo una visione morale, civile, estetica, storica, geografica e scientifica, daranno spunto di argomento per le varie materie di insegnamento favorendo l’attuazione dell’unità didattica, indispensabile perché il fanciullo abbia un quadro completo di tutto; quadro che egli stesso; attraverso la ricerca, l’osservazione e la riflessione andrà conquistando.
Scontato il fatto che non tutti i miei scolari hanno raggiunto i valori medi psichici della loro età, sento la necessità di formare dei gruppi che, naturalmente, subiranno varianti, di volta in volta, a seconda delle modifiche che le circostanze mi suggeriranno.
Nel mio metodo didattico, che avrà carattere unitario e consequenziale, saranno evidenti alcune finalità direzionali, ad esempio:
a)bandire il nozionismo e innestarsi sempre a conoscenze già acquisite in una dimensione di realtà;
b)aiutare i miei alunni ad uscire dalla loro fase egocentrica mediante realizzazioni programmatiche concrete;
c)dare al termine “ambiente” il suo giusto significato, poiché se non guardiamo anche il suo lato psicologico, ci pone grossi limiti.
Stabiliremo contatti con l’ambiente naturale che ci circonda; esso dovrà suscitare l’interesse dei ragazzi e porre loro una problematica inerente alle loro esperienze, introducendo allo stesso tempo dati conoscitivi. Non è sempre facile trovare il modo di suscitare l’interesse; talvolta, benché sollecitati, i ragazzi non si muovono minimamente e allora il povero maestro elementare deve sudare le fatidiche venti camicie per vincere la loro abulia e la loro pigrizia mentale.
L’ambiente socio-culturale è piuttosto povero; le famiglie, come ho detto, affidano per la maggior parte i figli agli anziani i quali inconsapevolmente influenzano negativamente i ragazzi, sia viziandone il carattere, sia per lo scarso apporto culturale.
L’ambiente scolastico dovrà fornire un approdo sicuro, dove si lavora attivamente e disciplinatamente in serenità, ma senza indulgere a incompostezze e superficialità, dove s’impara la vita comunitaria di gruppo; quella che poi sarà la vita del paese, della società.
L’approfondita conoscenza dei miei nuovi alunni ai fini di un buon inserimento nella mia metodologia, mi ha già portato a capire che mi sarà quasi impossibile formare, quest’anno, dei gruppi di lavoro funzionanti. Ciascuno intende lavorare per proprio conto, almeno per ora.
La lingua italiana è estremamente importante in terza, perché diventata un mezzo, non è più un fine; serve a comunicare con gli altri e ad esprimere le proprie idee. Credo che dovrò molto insistere sulla composizione: dapprima sarà un lavoro orale di sistemazione del pensiero, per dare ordine alle idee che affollano la mente, in seguito procederemo all’attività scritta.
I mezzi da adoperare saranno quelli che le occasioni mi suggeriranno, i centri d’interesse saranno da ricercare nella quotidiana vita in famiglia, nella scuola, nel paese, nel Comune e nei vari ambienti (mare, collina, pianura, fiume, campagna, nelle varie stagioni…).
Inseriti nel nucleo d’interesse annuale “Paese Mio”, saranno oltre a “motivi stagionali”, l’acqua, il fiume, la strada, il lavoro, la natura (tratteremo il problema ecologico proponendoci di amare e di salvaguardare la natura in tutti i suoi aspetti).
Intavoleremo discussioni su argomenti che interessano i fanciulli, su trasmissioni televisive, sui libri della biblioteca, su competizioni sportive; inoltre tratteremo spunti per argomenti di conversazione dagli stessi libri di testo, talvolta il colloquio verterà su temi motivati, sarà spontaneo o preordinato, introduttivo o sintetico.
Da quest’anno cominceremo ad usare il vocabolario per arricchire il linguaggio ancora molto reticente e vago.
La lettura sarà spontanea, silenziosa, espressiva, spiegata, essa ha bisogno di una particolare cura affinché risulti formativa e perché perda il carattere strumentale per divenire un mezzo di comprensione e di espressione.
Dovrò abituare i ragazzi a ripetere scioltamente il brano letto e li avvierò al riassunto scritto conciso e chiaro.
Molte saranno le composizioni libere dalle quali intuire le tendenze, il carattere di ciascuno e potrò valutarne la vera dimensione.
Non sarà trascurato nessun espediente per curare il loro comporre: farò conoscere e studiare belle poesie, leggerò brani descrittivi, compileremo una rubrica dal titolo “per parlare e scrivere meglio” nella quale annoteremo frasi che ci hanno colpito nel corso delle nostre letture, nomenclature, modi diversi di dire la stessa cosa, evitando di ripetersi. Da questo il ragazzo potrà attingere spunto per le sue composizioni e arrivare a esprimere delle sensazioni del suo animo che con le sue parole non avrebbe mai saputo dire. Proveremo anche a comporre brevi poesie da riunire nella raccolta “Girotondo di Poesie”.
La grammatica verrà scoperta secondo il metodo intuitivo, dal vivo della lingua e mediante schede (Dottrens), benché personalmente sia contraria a questa forma di lavoro sistematico con materiale “prefabbricato”; mi sembra che il maestro divenga un manovale intellettuale quando adopera schede, tombole, tavole ecc.
Vorrei avviarli alla logica; questo basterebbe da solo a fare un intero piano.
Dalla logica, dall’osservazione attenta, dall’analisi, si dipartiranno tante e tante lezioni che avranno addentellati in tutti campi conoscitivi, infatti, da quanto ho programmato finora per la Lingua, posso benissimo attingere anche per ciò che riguarda le altre discipline.
Così quando stiamo trattando del paese, i testi liberi, i disegni, sono tuttavia un’occasione da utilizzare, essendo in gran parte istantanee di vita che mettono in luce aspetti diversi del piccolo universo in cui i ragazzi fanno le loro prime esperienze. Tali aspetti saranno, in seguito, con opportune tecniche educative approfonditi e tra loro, logicamente, collegati. Dal paese–frazione, passeremo al Comune, considereremo le varie attività industriali e commerciali della zona, cui seguiranno relazioni scritte e disegni illustrativi. Daremo uno sguardo alla Provincia, poi alla regione e infine all’Italia.
Le scienze verranno trattate simultaneamente, poiché le due materie si completano a vicenda; gli animali, le piante e i minerali saranno osservati nelle loro relazioni con la vita dell’uomo. L’ambiente ci fornirà occasione di esperienza diretta. Ci soffermeremo sul regno vegetale in particolare essendo la nostra zona intensamente e razionalmente coltivata. (Non per niente il nome di Avane è dovuto alle grandi distese di “avena” che qui veniva coltivata in abbondanza). Il nostro centro di studio si sposterà poi sul corpo umano, di cui ricercheremo le parti e le funzioni principali, fissando le norme igieniche più adatte per ben conservarlo.
La storia di quest’anno si presta ad essere drammatizzata e visualizzata, già grandi disegni alle pareti mostrano i punti più salienti degli argomenti trattati. Essi costituiscono uno dei momenti sintetici della lezione, testimoniano la comprensione dei fatti e aiutano i meno dotati all’espressione, perché riassumono e fanno ricordare. Abbiamo incominciato una interessante raccolta di pietre, conchiglie e vari materiali; continueremo catalogando, scegliendone e sistemando in modo adeguato.
Sulla nostra Pedana-Palcoscenico, la Piccola Accademia di Recitazione si esibirà in brillanti sketch ambientati nella preistoria e nei vari periodi storici. La pedana inoltre ci servirà in moltissime altre occasioni, perché recitare aiuta i ragazzi ad uscire dal proprio guscio, a renderli più estroversi e brillanti, a vincere le inibizioni.
Se è vero che tutte le attività fanno capo alla lingua italiana, è vero anche che l’aritmetica e la geometria s’infiltreranno in loro: così, pure per esse, ci dipartiremo dall’ambiente e dalle nostre scoperte che ci offriranno occasioni valide per la risoluzione di problemi d’ordine pratico e contingente attualità. Nella presentazione del sistema metrico decimale farò trovare continuamente agli alunni motivi e termini reali di confronto. Saranno apprese, sempre in modo aderente alla realtà, le unità frazionarie e le unità decimali. Il disegno geometrico ci sarà di aiuto per disegnare figure piane. Il disegno spontaneo sarà onnipresente ovunque per fissare concetti e immagini.
Per quanto riguarda l’insegnamento della religione, credo bene di riferirmi ad essa brevemente ad ogni inizio di giornata.
Le ricorrenze religiose mi offriranno spunti di lezioni occasionali, con frequenti riferimenti all’ambiente. Su ogni ricorrenza innesterò l’esposizione graduale delle verità della nostra fede. Conseguenza naturale di un buon insegnamento religioso, sarà l’insorgere dell’animo del fanciullo di un desiderio di amore reciproco, di un sentimento di solidarietà e di rispetto, che è quanto si propone l’Educazione morale e civile.
Parallelamente all’educazione morale e civile imposterò le esercitazioni fisiche, così importanti per sviluppare il senso della socialità e dell’autocontrollo. Assolverò questa iniziativa servendomi dell’ampio salone della scuola adottando il seguente orario:
- giovedì dalle ore 10.30 alle ore 11.30
- sabato dalle ore 10.30 alle ore 11.30
Per quanto riguarda il lavoro posso programmare fin da ora un plastico del Nilo, la sistemazione della biblioteca (ricoprire i libri con carta resistente e poi ordinarli sullo scaffale vicino alla porta ed alla vista di tutti, in modo che siano invogliati a leggere); c’è da segnalare che il lavoro di foderatura sarà fatto anche per le biblioteche dei piccini che non sanno farlo ancora da soli; un altro lavoro in collaborazione con le altre classi, o per lo meno con la parallela IIIB, sarà un numero speciale del “Fondaccio” il nostro giornalino, tutto dedicato al Signor Direttore che ci lascia e che ha sempre mostrato un vivo interesse per questo mensile redatto dai ragazzi, che oltre ad essere una cosa piacevole da leggere, un messaggio infantile, è anche un esempio di collaborazione tra le classi e un modo di sentirsi impegnati e solidali.
Nel campo del lavoro i gruppi sono ben funzionanti e c’è in cantiere un grosso impegno: costruire dei grandi cartelloni murali, quali “La storia della casa”; “La casa nel mondo”; “Senti, che ore sono? (storia dell’orologio); “Che tempo fa?” (calendario meteorologico mensile) “H2O, questo prezioso minerale”; ”Ma cos’è quest’ecologia?”… e altri che verranno a completamento delle lezioni.
Sono convinta che il lavoro di gruppo serve a rafforzare il carattere dei ragazzi, perché essi scoprono il valore della propria individualità come valida partecipazione ad un lavoro comunitario.
In questo senso, questa attività ha un valore non solo pedagogico, ma anche sociale e morale; sviluppa il senso di responsabilità e accentua la genialità di ciascuno.
Giusti Lensi Liliana
modello ideale
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